otite esterna del cane
Trattamenti

L’otite esterna del cane

COME CURARE L'OTITE ESTERNA DEL CANE E COME MANTENERE LE ORECCHIE DEL CANE PULITE

Cos'è l'otite esterna del cane

Col termine otite esterna del cane si definisce l’infiammazione acuta o cronica del condotto uditivo esterno , orecchie,  e della porzione più prossimale della superficie interna del padiglione auricolare. L’otite esterna del cane è un problema dermatologico molto comune nel cane e meno frequente nel gatto.  Può rappresentare una delle condizioni dermatologiche più frustranti da risolvere. Nella maggior parte dei casi, la difficoltà di trattamento risiede nella scarsa conoscenza della causa della malattia e nella sua natura cronica. Da qui deriva l’incapacità di identificare e trattare cause  sia primarie sia secondarie e fattori predisponenti.

Come si manifesta l'otite esterna del cane

La presenza dell’infiammazione auricolare si manifesta con segni clinici caratteristici. Questi sono l’inclinazione anomala o lo scuotimento frequente della testa. Si possono inoltre osservare la comparsa di prurito auricolare intenso, o di una risposta algica alla palpazione del padiglione o del condotto uditivo esterno. Con l’ispezione dei padiglioni auricolari è possibile osservare la presenza di arrossamento, gonfiore e cattivo odore con aumento o modificazione della secrezione auricolare o cerume.

Cause primarie dell'otite esterna del cane

Nella maggior parte dei casi l’otite esterna non è associata a un solo agente eziologico ma è il risultato di più cause. Per semplicità elenchiamo i fattori responsabiliche sono suddivisi in 3 categorie in base al ruolo che questi giocano nella causa di questa malattia.

Cause primarie: si tratta di malattie che da sole possono causare otite. In particolare dermatite atopica e reazioni avverse al cibo, malattie parassitarie sostenute da Otodectes cynotis e Demodex, presenza di corpi estranei, come le ariste di graminacee. Anche l’ipotiroidismo può rappresentare una causa primaria poichè provoca alterazione della cheratinizzazione con conseguente aumento della desquamazione.

Fattori predisponenti dell'otite esterna del cane

Fattori predisponenti: sono fattori che da soli non sono capaci di provocare l’otite esterna. Questi fattori possono peròaumentare notevolmente il rischio d’insorgenza. Tra questi, il più frequente è l’aumento di umidità nei condotti uditivi nei cani che nuotano spesso. Anche la conformazione dei padiglioni auricolari può favorire il ristagno di un’umidità eccessiva, come i padiglioni penduli. Anche le neoformazioni quali i polipi auricolari rappresentano un fattore predisponente.

Cause secondarie dell'otite esterna del cane

Cause secondarie: sono malattie o agenti specifici in grado di provocare otite in associazione con i fattori predisponenti o aggravare un’infiammazione già esistente. Si tratta dei microrganismi,come i batteri e i lieviti, e di agenti irritanti che possono indurre dermatiti da contatto.

Durante la fase acuta della malattia, il condotto uditivo appare eritematoso e edematoso cioè arrossato e gonfio. Anche la pelle si ispessisce e numerose cellule infiammatorie compresi linfociti, neutrofili e mastociti invadono il derma cioè parte più profonda della pelle. Negli stadi iniziali si osserva un aumento di volume delle ghiandole sebacee.  Nelle forme avanzate anche le ghiandole apocrine subiscono un aumento di volume e una dilatazione cistica. In questi casi siassiste ad un aumento della produzione ed a una modificazione qualitativa del cerume. L’infiammazione cronica inoltre determina un indurimento della pelle che, col tempo, può complicarsi con calcificazione delle cartilagini auricolari. Questi cambiamenti inducono vari gradi di restringimenti del condotto uditivo. I restringimenti sono spesso associati a riduzione o assenza di migrazione epiteliale e a conseguente formazione di palline di colesterolo nell’ orecchio medio.

Diagnosi

Per un corretto inquadramento del problema è necessario eseguire un esame fisico generale e dermatologico completo, l’esame otoscopico e l’esame microscopico e citologico delle secrezioni auricolari. L’esame microscopico a fresco del materiale raccolto dal condotto uditivo e stemperato in 1-2 gocce di olio di paraffina serve per evidenziare la presenza di parassiti, quali Otodectes species o Demodex species L’esame citologico del materiale colorato con una colorazione rapida detta Emacolor-Diff-Quick, è invece utile per determinare la presenza e la gravità delle infezioni secondarie. In caso di infezioni batteriche recidivanti è consigliabile eseguire l’esame culturale e l’antibiogramma.

Come si cura

Per instaurare il trattamento e la prevenzione più efficace è importante identificare e controllare le cause secondarie, i fattori predisponenti e, soprattutto, la malattia sottostante o causa primaria. Nei casi in cui sia presente una notevole quantità di essudato o di cerume è necessario eseguire un’accurata pulizia dei condotti uditivi. Questa oprazione serve per valutare l’integrità delle membrane timpaniche, la presenza di eventuali corpi estranei e per permettere alla terapia topica di agire in maniera appropriata. È importante che i prodotti utilizzati per la pulizia non siano irritanti e dopo la loro rimozione è utile l’applicazione di agenti assorbenti l’umidità che asciughino il condotto uditivo.

Se è presente infezione batterica, la scelta della terapia antibiotica si basa sul risultato dell’esame citologico o dell’antibiogramma. La sovracrescita di malassezia è associata comunemente a dermatiti allergiche o a fattori che determinano un aumento di umidità nei condotti uditivi. In questi casi oltre al controllo dell’infiammazione, si consiglia l’utilizzo di agenti igroscopici, che assorbono l’umidità presente, come l’unguento ai PEG Dermalias PUR OTO . Questo risulta di grande utilità per riportare la popolazione microbica delle orecchie alla normalità.

Prodotti indicati per il trattamento